Beni culturali e ambientali

Syllabus

Obiettivi formativi

Il corso di Beni culturali e ambientali si muove nell’ambito del dettato costituzionale sulla base del quale si delinea un concetto di cultura con funzione civile per l’equilibrata crescita di ciascun cittadino, in una comunità che sia in grado di coniugare valori socio-culturali e territorio per assicurare uno sviluppo sostenibile e democratico.
La responsabilità e l’impegno profuso in questa direzione non è affatto semplice perché chiama in causa una serie di forze socioeconomiche e di interessi particolari che spesso tendono ad obiettivi differenti ed opposti rispetto alle finalità che il corso intenderà assegnare all’azione della tutela e della valorizzazione. Essendo la Carta costituzionale l’esito più alto di una storia della politica culturale che ha segnato il nostro Paese nel corso del tempo, sin dalle origini della formazione dell’idea di tutela, le lezioni sono indirizzate a ricostruire un territorio valoriale che consenta di comprendere i significati più profondi che nel passato hanno determinato le scelte per legittimare e mettere in atto una serie di azioni per la gestione della cultura: le ragioni storiche e civili di tali azioni come delle cause del degrado della cultura.

Al fine di consentire allo studente di muoversi agevolmente in un territorio assai vasto, assicurandone un più proficuo orientamento nello studio delle successive materie curricolari viste come occasioni di approfondimento dei vari argomenti trattati, il corso fornisce le conoscenze di base utili a comprendere concetti, azioni, attori e norme che ruotano intorno alla gestione del patrimonio culturale. Nella convinzione dell’indispensabilità ma dell’insufficienza di un mero studio giuridico che governi e disciplini l’uso e la produzione di cultura, è attraverso il metodo storico che il corso eleva le conoscenze in capacità e competenze: il racconto storicizzato del concetto di cultura e di ciò che nel tempo è stato ritenuto rappresentativo, delle modalità di come è stato gestito dalle varie forme del potere politico e vissuto e percepito dalla società stessa, divengono strumenti utile per avere, nella consapevolezza della profondità storica, nelle sue invarianti e nelle sue differenze, una prima capacità per saper valutare nell’attualità progetti di tutela e valorizzazione.

Senza pretendere completezza sistematica ma piuttosto cosa hanno rappresentato il passato e la cultura per ogni società ed epoca storica si seguirà una traccia di carattere cronologico con la scelta di episodi e orientamenti culturali che meglio hanno segnato la cifra di una passione civile, di una tensione etica e di una cultura giuridica.
Tale cifra consente di tracciare un’architettura culturale la cui struttura semantica è presentata allo studente su alcuni temi, in forme di diadi concettuali, che faranno da guida alle lezioni: informare/educare; educare/intrattenere; pubblico/privato; singolarità/contestualità; etica/estetica; estetica/estetizzazione; permanenza/modificazione; identità/cultura; cultura/potere; identità/alterità; oblio/memoria.

Lo scopo di tale analisi è dare una risposta alla domanda cruciale per gli studenti di un Corso di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio: Qual è il vero ruolo del Patrimonio culturale? E, conseguentemente, quali competenze sono necessarie per garantire la sua promozione ed il suo uso?

Alcuni obiettivi/assi fondamentali di ermeneutica su cui si muove criticamente il corso:

  • Il valore della storia, della memoria e dell’identità per l’uomo nella sua contemporaneità;
  • La salvaguardia, l’uso e la produzione di cultura in relazione ai concetti di Utilitas pubblica e di Bene comuneintesi come i fondamenti stessi della convivenza civile nel nostro rapporto con il passato e con il futuro;
  • Le azioni della tutela e della valorizzazione viste sotto il profilo culturale come due azioni distinguibili ma interagenti e/o inseparabili al fine di rendere consapevole una società, assegnando un valore civile alla funzione della cultura.
  • La cultura intesa come tessuto dell’indissolubile rete tra le espressioni materiali e immateriali;
  • Una visione integrata e olistica dell’oggetto nel territorio attraverso i concetti di luogo e contesto come paradigmimultidimensionali di valutazione e progetto;
  • Il concetto di patrimonio culturale come luogo non separabile dalle multiformi espressioni di una società riflessenel palinsesto del territorio storico;
  • Il patrimonio culturale, visto come fenomeno sociale, segno della cifra del tempo storico e momento identitario, è indispensabile strumento di ogni futura forma di sviluppo territoriale sostenibile.



—Modalità di svolgimento

Lezioni frontali in aula secondo palinsesto.

—Modalità esame

Esame orale sui Testi di riferimento (1) e sugli Estratti forniti del docente (2).

Si precisa che i testi sono da considerarsi meramente indicativi dal momento che i vari contenuti saranno oggetto di approfondimento durante le lezioni e, quanto elaborato durante le stesse, sarà argomento d’esame. Nel solco tracciato dagli obiettivi e di ciò che vuole essere il corso, la lezione è momento di riflessione critica e dunque, indispensabile strumento per chiarire i vari temi trattati e le modalità con le quali interpretare i testi. Oltre alla conoscenza dei concetti di base sarà oggetto di valutazione la capacità e la competenza critica nell’uso di una corretta proprietà linguistica nonché la ricchezza e l’originalità nell’argomentazione. Pertanto la frequenza, oltre ad essere vivamente consigliata, rimane comunque obbligatoria nella misura non inferiore all’80% del monte ore fissato per il corso. Tutti coloro che dovessero avere problemi di natura lavorativa o di salute, oltre a contattare il docente, dovranno presentare, entro la prima settimana di lezioni, regolare contratto di lavoro o relativa certificazione rilasciata da ente o medico pubblico. I casi difformi non saranno presi in considerazione e le relative assenze saranno computate.

—Prerequisiti richiesti

Conoscenza della storia socio-politica; della storia dell’arte, dell’architettura e dell’urbanistica.

—Frequenza delle lezioni

La frequenza è obbligatoria non inferiore all’80 per cento della totalità delle attività formative, con esclusione dello studio individuale. Per un massimo di 25 ore (5 lezioni).

—Contenuti del corso

Senza scendere nel dettaglio ed in maniera assai schematica, la puntuale articolazione dei vari argomenti di seguito riportati potrà essere chiarita solo seguendo le lezioni. Si precisa inoltre che il corso, pur ponendo attenzione alla produzione normativa formulata nei vari periodi storici, tuttavia si concentra nella lettura dei valori culturali e socio- politici di cui è portatrice senza l’applicazione di un’analisi tecnico-giuridica dell’articolato, fatta eccezione per gli articoli in cui è possibile meglio coglierne l’oggetto del campo d’interesse culturale e alcune modalità di azione nonché per alcune parti del Codice, essendo quest’ultimo attuale strumento di base della prassi professionale.

  • CONCETTI E AZIONI
    (le tesi sostenute durante le lezioni dell’intero corso)
  • Storia, Memoria e Identità ovvero l’invenzione della tradizione. 
  • Definizioni e concetti: nella cultura passata e corrente, nella legislazione ordinaria e nella Costituzione italiana di Patrimonio culturale, di Tutela e di Valorizzazione (Riconoscimento, Protezione e Conservazione – Conoscenza, Promozione, Fruizione, Uso, Consapevolezza)
  • STORIA E TEORIA
    (le argomentazioni a sostegno delle tesi attraverso le principali tappe di una storia del rapporto società e cultura)
  • Teoria e storia della formazione dei concetti di sacro, Utilitas pubblica, Monumenta antiquitatis, patrimonio culturale, nonché degli effetti del loro uso nell’ambito della gestione dell’oggetto, dell’attività collezionistica e del continuo rapporto con il territorio: dalla cultura classica a quella medievale; dalla cultura rinascimentale a quella sette-ottocentesca.
  • Il Novecento, le eredità pre-unitarie e le conquiste culturali post-unitarie nelle figure di Corrado Ricci, Giovanni Rosadi, Luigi Rava, Benedetto Croce.
  • La cultura fascista e il Piano della cultura: il Convegno dei Soprintendenti e la Riforma di Giuseppe Bottai.
  • Il dopoguerra, la Carta costituzionale, la nascita dello “Stato di cultura” e della funzione civile del patrimonio culturale; la modernizzazione e il degrado.
  • L’istituzione della Commissione Franceschini e della Commissione Papaldo: la rivoluzione epistemologica dell’antropologia culturale e la nascita dei concetti di Bene culturale, di Territorio come bene culturale, della funzione educativa del patrimonio culturale e dell’istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali.
  • Gli anni ottanta e novanta: dall’ambiente all’ecologia e al paesaggio; dai cosiddetti giacimenti culturali alla legge Galasso, la tutela e lo sviluppo sostenibile; il ruolo delle Regioni, Alberto Ronchey, Walter Veltroni e le riforme Bassanini sino al Testo unico sui beni culturali e ambientali.
  • Dalla Convenzione europea del paesaggio alla riforma del titolo V della Carta costituzionale: i soggetti pubblici di fronte alle nuove competenze legislative, potestà regolamentari e funzioni amministrative per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio.
  • Il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
  • ATTORI
    (FORME, FUNZIONI ISTITUZIONALI E PRINCIPALI PRODUZIONI NORMATIVE)
  • Il Ministero e le soprintendenze; Le Regioni; i Comuni; i privati.
  • Accordi, Intese, Convenzioni-Raccomandazioni- Dichiarazioni e le politiche culturali di altri organismi nazionali, sovranazionali e internazionali: La Santa sede e la Conferenza Episcopale italiana. Alcuni temi: le problematiche connesse alla tutela e alla gestione del patrimonio culturale di interesse religioso; i dissidi e le intese con lo Stato italiano (dalla questione romana ai Patti lateranensi alla Chiesa post- conciliare); Organismi ecclesiastici preposti alla tutela (dal livello sovranazionale al livello nazionale e locale); le Intese: dalla Generale del 1996 all’Intesa del 2000 su Archivi e Biblioteche, dalla Convenzione del 2002 per la Catalogazione alla Generale del 2005; Accordo 2005 per la Verifica dell’interesse culturale. L’Unione europea e il Consiglio d’Europa; L’UNESCO e gli Organismi ICCROM, ICOMOS, ICOM, UICN, OCPM. Alcuni temi di intervento: Conflitti armati; Sviluppo socio-economico e impatto dei lavori pubblici e privati; Mercato-alienazioni e l’Unidroit; Il patrimonio mondiale; Il patrimonio immateriale; Il paesaggio; sui diritti d’autore e d’artista; sulla distruzione intenzionale; la facilitazione degli scambi culturali; Principi di cooperazione; Facilitazioni fruibilità museale.

—Testi di riferimento obbligatori

F. Bottari, F. Pizzicannella, I beni culturali e il paesaggio, Zanichelli, 2007;

C. Tosco, I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione, Il Mulino, 2014;

A. Emiliani, Una politica dei beni culturali, Bononia University Press, 2014 (rist.);

A. Riegl, Il culto moderno dei monumenti, Abscondita, 2020, (rist.);

B. Zanardi, Conservazione, restauro e tutela. 24 Dialoghi, Skira, 1999;

S. Settis, Italia Spa, Einaudi, 2014 (rist.);

T. Montanari (a cura di), Costituzione incompiuta, Einaudi, 2013;

A. Emiliani, Leggi, bandi e provvedimenti per la tutela dei beni artistici e culturali negli antichi stati italiani 1571-1860, Polistampa, 2015 (rist.);

M. Ainis, M. Fiorillo, L’ordinamento della cultura, Giuffrè editore, 2015;

AA. VV., Diritto del patrimonio culturale, Il Mulino, 2017;

M. Madonna (a cura di), Patrimonio culturale di interesse religioso in Italia, Marcianum Press, 2007;

L. Gasparini, Il patrimonio culturale immateriale, Vita e Pensiero, 2014;

L. Casini (a cura di), La globalizzazione del patrimonio culturale, Il Mulino, 2010;

Prima di eventuali acquisti si consiglia di consultare il docente
Ulteriore materiale didattico sarà fornito dal docente durante le lezioni.

— Strumenti per studenti con disabilità e/o DSA

Gli studenti con disabilità e/o DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono supportati da docenti e tutor attraverso la consulenza con il CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata). 
Gli studenti interessati possono chiedere al docente di riferimento, anche attraverso il proprio tutor dove assegnato, un colloquio personale, mediante mail istituzionale, in modo da programmare insieme obiettivi didattici ed eventuali strumenti compensativi e/o dispensativi, in base alle specifiche esigenze. 
Tale colloquio sarebbe opportuno che avvenisse prima dell’avvio delle lezioni o comunque non oltre la prima settimana di corso, al fine di attivare eventuali misure a garanzia di pari opportunità sia per le lezioni che per gli esami. Per rivolgersi direttamente al CInAP è possibile utilizzare la mail istituzionale cinap@abacatania.it