Storia del design

Syllabus

—Obiettivi formativi

Il percorso didattico segue gli eventi storici legati allo sviluppo del design dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, a partire da un dialogo stretto con le scienze sociali, tenuto conto che la progettazione è fatta per l’uomo e in quanto tale non può fare a meno del contributo dell’antropologia.

L’approccio iniziale allo studio della materia comincia con una introduzione teorica che esplora il mondo dell’immaginario in relazione alla progettazione; si parla di “paleo-immaginario” come di un modo di pensare gli oggetti che sarebbe proprio dell’uomo e influenzerebbe il suo modo di fare a partire dal Paleolitico. Da qui, una ridefinizione storiografia del design, con l’intento di riconnettere la Rivoluzione Industriale, e dunque la produzione in serie e il consumo di massa, alla capacità di progettare dell’uomo, che non sarebbe soltanto legata alle dinamiche industriali, ma anche a una capacità immaginativa molto precedente. Il programma comincia, dunque, con una suggestione di immagini arcaiche usate come strumento per pensare un design prima del design, guardando al nostro passato primitivo per dimostrare quanto tutto questo abbia contribuito a fare di noi ciò che siamo. Non si tratta soltanto di dire che esiste un design inconsapevole, irriflesso, e dunque che il design sta anche dove non lo cerchiamo, ma che esso, in quanto attività, è profondamente legato alla natura umana.

A partire da questa premessa teorica, verrà introdotto il percorso storico che pone in termini di continuità l’attività artigianale alla progettazione industriale, sulla base di un immaginario permanente che vede al centro le capacità immaginative di homo sapiens, come specie che proietta sugli oggetti dimensioni che non hanno soltanto a che fare con la funzionalità, ma anche con ciò che chiamiamo simbolico.

La panoramica storica generale comincia con la Great Exhibition di Londra nel 1851, le istanze del Razionalismo e dell’Art Déco, fino ad arrivare al secondo Dopoguerra con l’ascesa del Made in Italy, la Scuola di Ulm e il Basic Design. Si continua con la critica al Funzionalismo e al Movimento Moderno tra gli anni Sessanta e Settanta, in particolare da parte dei gruppi Radical che inizialmente mettono al centro dei propri interessi l’emergente realtà Pop nata in ambito artistico. Il design radicale conduce alla complessità della visione postmoderna che in Italia muove i suoi passi con Studio Alchimia e Gruppo Memphis, insieme ai principali protagonisti dell’epoca: Ettore Sottsass e Alessandro Mendini. Infine, si arriva agli anni Novanta e ai giorni nostri con autori come Droog Design, Fernando e Humberto Campana, e Martino Gamper.

Il programma tiene conto del mutamento delle tecniche di produzione in relazione all’uso di nuovi materiali,
nonché dell’influenza dell’arte, cioè quello che Mendini ha definito come “circolarità” tra arte e design. In particolare verrà data attenzione ai processi creativi indissolubilmente legati all’arte, e quindi non vincolati soltanto a finalità strettamente funzionali. In questo senso, è particolarmente importante il ruolo delle Avanguardie Storiche, dal gruppo De Stij al Futurismo, dal Bauhaus ai Vchutemas russi. I movimenti artistici hanno dato un grande contributo allo sviluppo di alcune delle principali correnti che in sintesi afferiscono a due modi di intendere il design: geometrico-astratto e organico-figurativo.

Inoltre, ad aiutare questa prospettiva teorica sarà un focus dedicato al Movimento Radical, il quale comincia a mettere in discussione il rapporto forma-funzione, la standardizzazione dei comportamenti e tutte le forme di estetica codificata. I temi del consumo e della creatività sono centrali nei protagonisti che hanno animato il movimento Radical; infatti, tutti i gruppi hanno avuto nella corrente Pop, nel movimento Situazionista e nell’Arte Concettuale una prima comune incubazione. È però in seno all’architettura internazionale che viene fuori la più cruda critica al Movimento Moderno: si tratta dell’esperienza del gruppo inglese Archigram e delle teorie di Robert Venturi espresse in pubblicazioni che mettono in luce l’esigenza di fare i conti con un genere di espressività molto poco formale e neutra (si veda “Complexity and Contradiction in Architecture” del 1966 e “Learning from Las Vegas” del 1972). Questo focus tematico prende in esame i principali gruppi radical nati in Italia negli anni Sessanta, come neoavanguardie che hanno fatto scuola a livello internazionale: Superstudio, Archizoom, UFO, Zziggurat, 9999.

In definitiva, il corso intende consolidare nello studente la capacità di organizzare in modo autonomo apprendimenti di tipo costruttivo, con particolare attenzione ai risvolti critici e alle connessioni interdisciplinari. Lo studente deve essere in grado di conoscere l’evoluzione storica del design sulla base delle discipline sociali, attraverso l’approfondimento delle principali vicende e dei protagonisti, mostrando di saperli collocare correttamente nel quadro storico-culturale di riferimento; inoltre, deve dimostrare di possedere un’appropriata terminologia tecnica. La valutazione finale terrà conto dell’esito del colloquio d’esame, della presenza in aula, del livello di partecipazione e dell’impegno dimostrato dallo studente durante il corso.

—Modalità di svolgimento

Come da Palinsesto di I e II semestre a.a. 2025–26

—Modalità esame

Esame orale sui temi trattati a lezione, sui testi di riferimento obbligatori e sul materiale didattico messo a disposizione dal docente. Lo studente deve necessariamente conoscere il programma generale della materia e il focus tematico proposto dal docente come approfondimento specifico.

—Prerequisiti richiesti

Nessun prerequisito richiesto

—Frequenza delle lezioni

Obblighi di frequenza non inferiore al 50 % per ciascuna attività formativa, con esclusione dello studio individuale, con facoltà di incrementare tale percentuale, come da Decreto del Presidente della Repubblica del 24 aprile 2024, n. 82 — Regolamento concernente modifiche al regolamento recante disciplina per la definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, a norma dell’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, adottato con decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212. Approvato in Gazzetta Ufficiale n.143 del 20-6-2024, in vigore dal 5 luglio 2024.

—Contenuti del corso

  1. Gli oggetti e l’homo sapiens. Connessioni e sopravvivenze dal Paleolitico fino a oggi; la capacità dell’oggetto di attivare attorno a sé un ecosistema primario, una geografia di significati, una cosmologia domestica.
  2. Nozioni di antropologia del quotidiano come disciplina utile per la definizione del design, a partire dallo status peculiare che pone il design come disciplina intermedia fra arte e industria.
  3. Dall’artigianato alla Rivoluzione Industriale. I primi oggetti tecnici, la Great Exibhitions, Henry Cole, l’Art Nouveau.
  4. Le Avanguardie e il design: Futurismo, De Stijl, Bauhaus, Avanguardie Russe e Vchutemas.
  5. Art Dèco e Razionalismo
  6. Il secondo Novecento e la nascita del “Made in Italy”. Il prodotto d’autore e i designer Gio Ponti, Carlo Mollino e Ico Parisi. Il modello italiano e le aziende Cassina e Busnelli, Kartell, Gufram, Poltronova, Zanotta, Flos, Artemide. I designer Marco Zanuso, Richard Sapper, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti ed Enzo Mari.
  7. L’organicismo del design scandinavo: Kaare Klint, Alvar Aalto, Arne Jacobsen, Verner Panton.
  8. Due visioni a confronto: il dopoguerra negli Stati Uniti e in Germania: Charles e Ray Eames, Eero Saarinen, la Scuola di Ulm e il Basic Design.
  9. I pionieri del “controdesign” contro l’idea del design come produzione ad infinitum di oggetti commerciali, a partire dall’utopia del Movimento Radical (Superstudio, Archizoom, UFO, Zziggurat, 9999) e dalla decisiva mostra “Italy: The New Domestic Landscape”, tenutasi al MoMA di New York nel 1972.
  1. Il Postmoderno: Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e i casi Memphis e Alchimia.
  2. il design concettuale olandese di Droog Design e il Critical Design degli anni Novanta.
  3. La riscoperta del lavoro artigiano e delle autoproduzioni di alcuni fra i principali autori dell’odierna scena internazionale, come Ron Arad, Ingo Mauer, Fernando e Humberto Campana, Martino Gamper, i fratelli Bouroullec e Matali Crasset.

—Testi di riferimento obbligatori

Domitilla Dardi, Vanni Pasca, Manuale di Storia del design, Silvana Editoriale, 2019.

La Fortuna Loredana, È una questione di design. Il senso degli oggetti nella cultura, Maltemi, 2023

Gian Piero Frassinelli, Design e Antropologia, Quodlibet Edizioni, 2020.

Patrizia Mello, Neoavanguardie e controcultura a Firenze. Il movimento radical e i protagonisti di un

cambiamento storico internazionale, Angelo Pontecorboli Editore, 2017.

Matteo Meschiari, Maurizio Corrado, Paleodesign. La sopravvivenza delle cose, Milieu Edizioni, 2019.

—Testi di approfondimento consigliati

Enrico Crispolti, Anna Mazzanti, L’oggetto nell’arte contemporanea: uso e riuso, Liguori Editore, 2011.

Gabriele Mastrigli, Superstudio: Opere 1966-1978, Quodlibet, 2016.

Stefano Micelli, Futuro Artigiano, Marsilio Edizioni, 2011.

Antonella Penati, È il design una narrazione? Mimesis, 2014.

Antonella Penati, Il design vive di oggetti-discorso, Mimesis, 2014.

Emanuele Quinz, Contro l’Oggetto. Conversazioni sul design, Quodlibet Edizioni, 2020.

Altro materiale didattico

Dispense, slide, PPT messi a disposizione del docente.

—Strumenti per studenti con disabilità e/o DSA

Gli studenti con disabilità e/o DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono supportati da docenti e tutor attraverso la consulenza con il CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata). 
Gli studenti interessati possono chiedere al docente di riferimento, anche attraverso il proprio tutor dove assegnato, un colloquio personale, mediante mail istituzionale, in modo da programmare insieme obiettivi didattici ed eventuali strumenti compensativi e/o dispensativi, in base alle specifiche esigenze. 
Tale colloquio sarebbe opportuno che avvenisse prima dell’avvio delle lezioni o comunque non oltre la prima settimana di corso, al fine di attivare eventuali misure a garanzia di pari opportunità sia per le lezioni che per gli esami. Per rivolgersi direttamente al CInAP è possibile utilizzare la mail istituzionale cinap@abacatania.it