Storia del design

Syllabus

—Obiettivi formativi

Il percorso didattico segue gli eventi storici legati allo sviluppo del design dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri. La panoramica generale comincia con la Great Exhibition di Londra nel 1851, le istanze del Razionalismo e dell’Art Déco, fino ad arrivare al secondo Dopoguerra con l’ascesa del Made in Italy, la Scuola di Ulm e il Basic Design. Si continua con la critica al Funzionalismo e al Movimento Moderno tra gli anni Sessanta e Settanta, in particolare da parte dei gruppi Radical che inizialmente mettono al centro dei propri interessi l’emergente realtà Pop nata in ambito artistico. Il design radicale conduce alla complessità della visione postmoderna che in Italia muove i suoi passi con Studio Alchimia e Gruppo Memphis, insieme ai principali protagonisti dell’epoca: Ettore Sottsass e Alessandro Mendini. Infine, si arriva agli anni Novanta e ai giorni nostri con designer come Marcel Wanders e il gruppo olandese Droog Design, Jasper Morrison e la tendenza minimalista, per concludere con la neo-artigianalità di Fernando e Humberto Campana, e Martino Gamper.  

Il programma tiene conto del mutamento delle tecniche di produzione in relazione all’uso di nuovi materiali, nonché dell’influenza dell’arte, cioè quello che Mendini ha definito come “circolarità” tra arte e design. In questo senso, è particolarmente importante il ruolo delle Avanguardie Storiche, dal gruppo De Stij al Futurismo, dal Bauhaus ai Vchutemas russi. I movimenti artistici hanno dato un grande contributo allo sviluppo di alcune delle principali correnti che in sintesi afferiscono a due modi di intendere il design: geometrico-astratto e organico-figurativo.  

FOCUS SUL MOVIMENTO RADICAL: durante gli anni Sessanta si sviluppa un pensiero anti-funzionalista che fa i conti con l’eredità del Movimento Moderno, mettendo in discussione il rapporto forma-funzione, la standardizzazione dei comportamenti e tutte le forme di estetica codificata, nonché il presupposto di una specie di “armonia naturale” tra progetto urbano, architettura e il mondo degli oggetti. I temi del consumo e della creatività sono centrali nei protagonisti che hanno animato il movimento Radical; infatti, tutti i gruppi hanno avuto nella corrente Pop, nel movimento Situazionista e nell’Arte Concettuale una prima comune incubazione. In ambito artistico le maggiori influenze derivano dall’Independent Group inglese e dalla piega che prenderà la Pop Art in America, con uno sguardo in particolare al lavoro di Claes Oldenburg. Ma è in seno all’architettura internazionale che viene fuori la più cruda critica al Movimento Moderno: si tratta dell’esperienza del gruppo inglese Archigram e delle teorie di Robert Venturi espresse in pubblicazioni che mettono in luce l’esigenza dell’architetto di far i conti con un genere di espressività molto poco formale e neutra (si veda “Complexity and Contradiction in Architecture” del 1966 e “Learning from Las Vegas” del 1972). Il focus tematico prende in esame i principali gruppi radical nati in Italia negli anni Sessanta, come neoavanguardie di tendenza che hanno fatto scuola a livello internazionale: Superstudio, Archizoom, UFO, Zziggurat, 9999. In particolare si prendono in esame le teorie e le opere di Superstudio a partire da alcuni punti tematici alla base dei loro progetti.

Il corso intende consolidare nello studente la capacità di organizzare in modo autonomo apprendimenti di tipo costruttivo, con particolare attenzione ai risvolti critici e alle connessioni interdisciplinari. Lo studente deve essere in grado di conoscere l’evoluzione storica del design attraverso l’approfondimento delle principali vicende e dei protagonisti, mostrando di saperli collocare correttamente nel quadro storico-culturale di riferimento; inoltre, deve dimostrare di possedere un’appropriata terminologia tecnica. La valutazione finale terrà conto dell’esito del colloquio, della presenza in aula, del livello di partecipazione e dell’impegno dimostrato dallo studente durante il corso.

—Modalità di svolgimento

II semestre: 4a–9a settimana (giovedì e venerdì), ore 14.00-17.30, scansione giornaliera (5 ore)

—Modalità esame

Esame orale sui temi trattati a lezione, sui testi di riferimento obbligatori e sul materiale didattico messo a disposizione dal docente. Lo studente deve necessariamente conoscere il programma generale della materia e il focus tematico proposto dal docente come approfondimento specifico.

—Prerequisiti richiesti

Nessun prerequisito richiesto

—Frequenza delle lezioni

La frequenza è obbligatoria, non inferiore all’80% della totalità della didattica frontale come previsto da palinsesto, con esclusione dello studio individuale come da Art.10 del DPR n. 212 del 8 luglio 2005.

—Contenuti del corso

  1. Rivoluzione industriale e primi oggetti tecnici, Great Exibhition, Hanry Cole, Arts & Crafts.
  2. Art Nouveau in Europa.
  3. Taylorismo e Fordismo negli Stati Uniti.
  4. Le Avanguardie e il design: Futurismo, De Stijl, Bauhaus, avanguardie russe e Vchutemas.
  5. Art Dèco e Razionalismo in Francia, Stati Uniti e Italia.
  6. Il dopoguerra e la nascita del “Made in Italy”. Il prodotto d’autore e i designer Gio Ponti, Carlo Mollino e Ico Parisi.
  7. L’organicismo del design scandinavo dagli anni Trenta al dopoguerra: Kaare Klint, Alvar Aalto, Arne Jacobsen, Verner Panton.
  8. Il dopoguerra negli Stati Uniti: Charles e Ray Eames, Eero Saarinen.
  9. La scuola di Ulm e il Basic Design.
  1. Design e industria tra gli anni Sessanta e Settanta: Il modello italiano. Le aziende Cassina e Busnelli, Kartell, Gufram, Poltronova e Zanotta. I designer Marco Zanuso, Richard Sapper, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti ed Enzo Mari.
  2. L’utopia del movimento Radical: Superstudio, Archizoom, UFO, Zziggurat, 9999.
  3. 12. Superstudio. Istogrammi d’architettura: distruzione, metamorfosi e ricostruzione degli oggetti.
  4. Il Postmoderno: Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Philippe Starck e i casi Memphis e Alchimia.
  5. Autoproduzioni e serie limitate: Ron Arad, Ingo Mauer.
  6. Il design degli anni Novanta: Marcel Wanders e il collettivo olandese Droog Design. Jasper Morrison e la tendenza minimalista.
  7. Il design nipponico dal dopoguerra ad oggi: Shiro Kuramata, Naato Fukasawa, Tokujin Yoshioka, Nendo.
  8. Neo-artigianalità: Fernando e Humberto Campana, Martino Gamper.

—Testi di riferimento obbligatori

Domitilla Dardi, Vanni Pasca Autore, Manuale di Storia del design, Silvana Editoriale, 2019;

Gabriele Mastrigli, Superstudio: Opere 1966-1978, Quodlibet, 2016, (pp. X-LXXXIV, 14-32, 102-112, 126-156);

Patrizia Mello, Neoavanguardie e controcultura a Firenze. Il movimento radical e i protagonisti di un cambiamento storico internazionale, Angelo Pontecorboli Editore, 2017 (pp. 201-248, 259-296).

—Testi di approfondimento consigliati

Enrico Crispolti, Anna Mazzanti, L’oggetto nell’arte contemporanea: uso e riuso, Liguori Editore, 2011;

Antonella Penati, È il design una narrazione?, Mimesis, 2014;

Antonella Penati, Il design vive di oggetti-discorso, Mimesis, 2014;

Antonella Penati, Il design costruisce mondi, Mimesis, 2013.

Altro materiale didattico

Dispense, slide, PPT messi a disposizione del docente.

—Strumenti per studenti con disabilità e/o DSA

Gli studenti con disabilità e/o DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono supportati da docenti e tutor attraverso la consulenza con il CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata). 
Gli studenti interessati possono chiedere al docente di riferimento, anche attraverso il proprio tutor dove assegnato, un colloquio personale, mediante mail istituzionale, in modo da programmare insieme obiettivi didattici ed eventuali strumenti compensativi e/o dispensativi, in base alle specifiche esigenze. 
Tale colloquio sarebbe opportuno che avvenisse prima dell’avvio delle lezioni o comunque non oltre la prima settimana di corso, al fine di attivare eventuali misure a garanzia di pari opportunità sia per le lezioni che per gli esami. Per rivolgersi direttamente al CInAP è possibile utilizzare la mail istituzionale [email protected]