Scenotecnica

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Syllabus

—Obiettivi formativi

Obiettivo del corso è la pratica sperimentazione delle possibilità espressive della macchina teatrale attraverso la realizzazione di una performance collettiva.
Una Scenotecnica esposta dunque, come strumento di espressione scenica vivente.
La scelta di sperimentare nuove forme di azione teatrale che privilegino le componenti scenotecniche e conducano a una ridefinizione linguistica della messa in scena è coerente con l’impostazione del corso, soprattutto dal punto di vista tecnico pratico, oltre che necessaria per studenti che non dispongono necessariamente di competenze mimiche o attoriali che non fanno parte del loro percorso didattico.
I mezzi di produzione sono dunque i dispositivi tecnici, le macchine, nel senso più ampio del termine, che si mostrano in quanto tali e rimandano solo a loro stesse, elementi compositivi in grado di stabilire relazioni significanti.

—Modalità di svolgimento

Lezioni frontali in aula.
II semestre:  1a–8a settimana (giovedì, venerdì e sabato) ore 08.15-13.15

—Modalità esame

L’esame consiste nella messa in scena della performance collettiva, documentata da una ripresa video. Ogni studente inoltre presenterà una scheda di sintesi del lavoro svolto, comprensiva di considerazioni e valutazioni sul proprio contributo alla realizzazione dell’elaborato.

—Frequenza delle lezioni

La frequenza è obbligatoria non inferiore all’80 per cento della totalità delle attività formative, con esclusione dello studio individuale. Per un massimo di 25 ore (5 lezioni).

—Contenuti del corso

  1. Definizione degli obiettivi del corso. Il concetto di “macchina” esteso a tutte le componenti dell’azione scenica, dai dispositivi scenotecnici alla fisicità dei corpi. Le possibilità evocative e comunicative del movimento.
  2. I teorici del Novecento: Appia e Craig. Le avanguardie artistiche. L’antinaturalismo come chiave di lettura delle ricerche teatrali nel XX secolo. Il teatro senza attori: Balla, Depero, Kandinskji.
  3. Alcune esperienze significative del secondo Novecento sull’utilizzo del dispositivo meccanico come protagonista e del corpo come macchina: Beckett, Kantor, Remondi e Caporossi, Lepage, Santasangre, Antunez Roca, Pina Bausch, Wilson, Castellucci. Crisafulli.
  1. Le macchine inutili, emblematiche della relazione che l’uomo instaura con la tecnologia: l’azione, anche non casuale, priva di uno scopo pratico, rivela una dimensione insolita del dispositivo, ludica e comunicativa, e ne rende evidenti le potenzialità espressive. Munari, Tinguely, Boltanski, Fischli&Weiss
  2. Nozioni di tecnica teatrale per gli studenti che provengono da Trienni diversi da quello di Scenografia.
  3. Elaborazione collettiva di un “pretesto” narrativo da cui partire per la ricerca di una drammaturgia, funzionale alla messa in scena della performance. Parte integrante del corso è l’organizzazione del lavoro di gruppo: ognuno partecipa con le proprie capacità tecniche e creative per contribuire alla riuscita del progetto.

—Testi di riferimento

Paolo Fossati, La realtà attrezzata, Einaudi, 1977;

Vasili Kandinskij, Il Suono Giallo, Abscondita, 2002;

Fabrizio Crisafulli, Luce Attiva, Titivillus, 2007;

Adolphe Appia, Attore Musica Scena, scaricabile online;

Gordon Craig, Il mio teatro, scaricabile online; 

Antonin Artaud, Il teatro e il suo doppio, Einaudi, 1968;

Il cavallo di Troia, macchine e macchinismi scenici e letterari , catalogo della mostra, Tecnostampa, 1993;

Alessandra Scappini, Macchina e macchinismo nell’arte contemporanea, Mimesis, 2009;

Pietro Corà, Bruno Bellasi, Corpo automi robot, catalogo, Mazzotta, 2010;

— Strumenti per studenti con disabilità e/o DSA

Gli studenti con disabilità e/o DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono supportati da docenti e tutor attraverso la consulenza con il CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata). 
Gli studenti interessati possono chiedere al docente di riferimento, anche attraverso il proprio tutor dove assegnato, un colloquio personale, mediante mail istituzionale, in modo da programmare insieme obiettivi didattici ed eventuali strumenti compensativi e/o dispensativi, in base alle specifiche esigenze. 
Tale colloquio sarebbe opportuno che avvenisse prima dell’avvio delle lezioni o comunque non oltre la prima settimana di corso, al fine di attivare eventuali misure a garanzia di pari opportunità sia per le lezioni che per gli esami. Per rivolgersi direttamente al CInAP è possibile utilizzare la mail istituzionale cinap@abacatania.it

Approfondimenti

LOIE FULLER LA MER

LOIE FULLER SERPENTINE

Loïe Fuller è stata una danzatrice americana (1862-1928) che ha influenzato con le sue invenzioni coreografiche e luministiche il gusto floreale e Art Nouveau.

La sua danza è un’evanescenza del corpo, trasformato in linee curve nello spazio.

Il costume è colorato dalle luci, di cui lei stessa curava la direzione e la colorazione. Inventa le Fullerflammen, strisce di seta agitate verso l’alto da ventilatori e colorate con effetti di luce.

KURT SCHMIDT – BALLETTO MECCANICO 1923

Il corpo del danzatore è rimosso, nascosto da una tuta nera. Al suo posto un suo sostituto meccanico, suggerito da sagome colorate. La maschera del corpo rende innaturale e allusivo il movimento. 

Consigliato: OSKAR SCHLEMMER – TRIADISCHE BALLETT.

FORTUNATO DEPERO COLORI

Depero progetta uno spettacolo di sagome bidimensionali colorate messe in movimento da fili. Le figure, prive di qualunque connotazione antropomorfa, sono le protagoniste dell’azione.

LUIGI RUSSOLO INTONARUMORI

Coerentemente con le ricerche teatrali di una parte del movimento futurista, Luigi Russolo realizza una macchina in grado di produrre rumori. In questo caso il suono sostituisce il commento musicale e allude piuttosto a una meccanizzazione del linguaggio, compreso quello verbale.

GIACOMO BALLA – FEU D’ARTIFICE

Purtroppo questo frammento è l’unica cosa che sono riuscito a reperire in rete. Testimonia la ricostruzione dello spettacolo dei Balletti Russi su musiche di Stravinskij andato in scena nel 1917 a Roma. Si tratta del sorprendente tentativo di sostituire la danza dei ballerini con una danza di luci, frenetica e pirotecnica, proiettate sia dall’interno che dall’esterno dell’oggetto che occupa la scena e che comprendeva effetti di luce anche in sala.

https://drive.google.com/file/d/1UuX7iUoQsI-iXvvR564PQGfXC3ZZf9Nz/view:

QUADRI DI UN’ESPOSIZIONE – MESSA IN SCENA AL TEATRO GIOVANNI DA UDINE – ISIS MALIGNANI UDINE

Kandinskij scrive alcune partiture per il teatro. L’unica che verrà messa in scena, nel 1928, è questa. Si tratta di una composizione scenica dove forma, colore, suono, trovano il loro accordo spirituale per mezzo di luce e movimento. Anche in questo caso la figura umana è assente; o meglio, dove appare assume un ruolo esclusivamente funzionale alla composizione, antinaturalistico e astratto.  

Gli oggetti di scena sono stati ricostruiti fedelmente seguendo le indicazioni della partitura originale da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Berlino e, in questo caso, animati da studenti di un Istituto Tecnico di Udine. Nel 2019 è stato riproposto all’interno del Festival dei Due Mondi di Spoleto; quest’ultima rappresentazione è stata realizzata invece da studenti dell’Accademia di Brera.

SAMUEL BECKETT QUAD

SAMUEL BECKETT BREATH

Interessante notare che anche nel lavoro di Beckett la figura umana tende a perdere la sua umanità fino a trasformarsi in puro movimento geometrico, come in Quad, o addirittura a scomparire come nella breve performance Breath, dove in una perfetta, disperata sintesi dell’esistenza, l’unica presenza è appunto un respiro umano registrato, accompagnato da un respiro di luce. 

Consigliato: FILM, cortometraggio di Samuel Beckett con Buster Keaton.

BOB WILSON ODISSEA

In Wilson ogni elemento, visivo sonoro o gestuale, concorre come in un mosaico a costruire l’azione scenica, senza una precisa gerarchia ma di volta in volta stabilendo equilibri narrativi determinati da regole di tipo paratattico.

FABRIZIO CRISAFULLI STANZA D’ARTISTA

CRISAFULLI, CORPOLUCE 

Protagonista delle performance è la luce come elemento espressivo determinante, cui il corpo, quando è presente, si assoggetta, ne viene determinato; dalla sua relazione con la luce acquista senso.

Nell’ambito della danza sono molte le ricerche in questo senso, oltre che sul lavoro di metamorfosi del corpo: consiglio la visione di altri filmati come quelli di ALWIN NIKOLAIS e dei MOMIX.

LE MACCHINE INUTILI

JEAN TINGUELY – MUSÉE

BRUNO MUNARI MACCHINE

https://www.youtube.com/watch?v=fXo7YUP-J3w

FISCHLI&WEISS DER LAUF DER DINGE

Se l’obiettivo del corso è quello di sondare le possibilità espressive della macchina scenica, ecco che le installazioni di Tinguely, creature poetiche e zoomorfe, e quelle di Munari, ludiche e astratte, spostano l’attenzione sul potenziale comunicativo del dispositivo meccanico, togliendogli ogni funzionalità e restituendolo così alla sua dimensione spettacolare. 

Infine, nel filmato di Fischli e Weiss gli oggetti, rigorosamente di recupero, divengono protagonisti quasi casuali dell’azione, un gigantesco domino dove non sono utilizzati dispositivi motorizzati.

FRAMMENTI DI SCENA

Si tratta della documentazione di tre performance realizzate da studenti del Corso di Scenotecnica dell’Accademia di Belle Arti di Catania che sono andate in scena al Centro Zō nel 2018 e che sono state pubblicate in rete.

TADEUS KANTOR MACCHINA DELL’AMORE E DELLA MORTE

In Kantor assistiamo alla esposizione della macchina come simulacro dell’uomo stesso.

CHRISTIAN BOLTANSKI – ANIMITAS

MOVED

https://www.youtube.com/watch?v=EjpmRY1SRgI (Versione completa)

SANTASANGRE – SEIGRADI

https://www.pinabausch.org/en/editions/film/palermo-palermo

TANZTHEATER WUPPERTAL DI PINA BAUSCH

ILIADE – TEATRO DEL CARRETTO (RaiPlay)

THEATRON – ROMEO CASTELLUCCI (RaiPlay)