Antonio Portale

Profilo biografico

Docente di I fascia, ha insegnato Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Palermo. All’Accademia di Belle Arti di Catania, dove tutt’oggi opera, ha insegnato diverse discipline: Plastica Ornamentale, Scultura, Tecniche del marmo e delle pietre dure.

All’interno dell’ABA Catania è stato Coordinatore dell’Istituto di Arti Plastiche, Componente del Comitato Scientifico per il riordino della Didattica, Membro del Consiglio Accademico dall’istituzione all’anno 2020; tutt’oggi è Coordinatore della Scuola di Scultura, nel cui ambito è stato responsabile di diversi progetti artistici e culturali. Ha fatto parte di commissioni d’esame e titoli in Concorsi Nazionali per le Accademie. Ha tenuto corsi estivi di Scultura in pietra e dei Project-work finanziati dalla Comunità Europea; è stato Direttore artistico del Simposio Internazionale di Scultura in pietra lavica “Vulcanica” ad Aci Trezza (CT). E’ Direttore artistico del progetto “La città delle cento sculture” (Simposio Internazionale di Scultura in pietra lavica, giunto alla settima edizione) a Belpasso (CT).

Il percorso didattico da lui seguito si intreccia da sempre con l’attività artistica e professionale, quest’ultima arricchita da esperienze condotte nel campo della fonderia artistica in bronzo, della scultura in marmo e in quella in pietra e nel campo della formazione artistica di livello europeo. La sua produzione scultorea è basata sulla conoscenza e sul fare, tenendo presente nella sua ricerca: tradizione, estetica e poetica.

Egli tiene fortemente in considerazione la grammatica visiva, cioè i valori compositivi della forma ed i valori che derivano dalla tecnica.
La sua ricerca artistica, dalla forte plasticità e pregnanza nello spazio, nel tempo dopo alcune parentesi di natura astratto-geometrizzante e concettuale (dove era evidente il dialogo tra forme volumetriche e i diversi materiali utilizzati) matura una poetica rivolta ai linguaggi figurali con evocazioni spesso allegoriche e mitologiche.
Il mito interpretato in chiave contemporanea assume significato, diventando metafora della realtà. Nelle sue opere l’immaginario è costruito nello stesso ordine in cui forma e struttura presiedono ad ogni processo creativo.
Le sue opere restituiscono a chi osserva rimandi tra il visivo e il mentale, operando una personale lettura di archetipi che sono dello spazio e del tempo e mantenendo sempre l’essenziale specificità.